martedì 25 novembre 2014

J.M.BERGOGLIO ALL’EUROPARLAMENTO: Al concetto di diritto non sembra più associato quello altrettanto essenziale e complementare di dovere



J.M.BERGOGLIO ALL’EUROPARLAMENTO: Al concetto di diritto non sembra più associato quello altrettanto essenziale e complementare di dovere

Ho apprezzato il discorso di J.M.Bergoglio oggi al Parlamento Europeo a Strasburgo.

E’ stato un discorso di ampie vedute, complesso e meritevole di una analisi più attenta conseguenza di una rilettura più meditata.

Più importante che la meditazione e la rilettura la facciano gli Europarlamentari, sperando che non sentano di aver esaurito il compito con la standing ovation, come sagacemente annotava Mentana.

Non avrebbe senso trascrivere tutto il discorso, che pure meriterebbe, anche in quelle parti nelle quali mi sento lontano da J.M.Bergoglio – quindi lo si vada a recuperare e a leggere, invito.

Per ora copio solo alcuni paragrafi che mi hanno colpito.


1) “La dignità è la parola chiave che ha caratterizzato la ripresa del secondo dopo guerra. La nostra storia recente si contraddistingue per l’indubbia centralità della promozione della dignità umana contro le molteplici violenze e discriminazioni che neppure in Europa sono mancate nel corso dei secoli. La percezione dell’importanza dei diritti umani nasce proprio come esito di un lungo cammino, fatto anche di molteplici sofferenze e sacrifici, che ha contribuito a formare la coscienza della preziosità, unicità e irripetibilità di ogni singola persona umana. Tale consapevolezza culturale trova fondamento non solo negli avvenimenti della storia, ma soprattutto nel pensiero europeo, contraddistinto da un ricco incontro, le cui numerose fonti lontane provengono , dando luogo proprio al concetto di persona” - non conosco la fonte della citazione e vedo che J.M.Bergoglio non rinuncia a rivendicare con il giusto orgoglio la profonda impronta del cristianesimo in Europa. Potrei dire che il riconoscimento dei diritti umani e del valore della persona nasce dal contrasto, anche sanguinoso, del pensiero laico con il cristianesimo, dall’influenza dell’Illuminismo, giunto dopo tante sofferenze a una fondamentale condivisione di percorsi comuni dove sulle differenze anche grazie a persone come lui si gettano ponti. Ma mi sembra di cogliere più un afflato alla costruzione comune piuttosto che l’impeto guerriero e conquistatore che non mancava nel recente passato e che di conseguenza portava più ad erigere mura che gettare ponti.



2) “Occorre però prestare attenzione per non cadere in alcuni equivoci che possono nascere da un fraintendimento del concetto di diritti umani e da un loro paradossale abuso. Vi è infatti oggi la tendenza verso una rivendicazione sempre più ampia di diritti individuali, che cela una concezione di persona umana staccata da ogni contesto sociale e antropologico, quasi come una , sempre più insensibile alle altre intorno a sé. Al concetto di diritto non sembra più associato quello altrettanto essenziale e complementare di dovere, così che si finisce per affermare i diritti del singolo senza tenere conto che ogni essere umano è legato a un contesto sociale in cui diritti e doveri sono connessi a quelli degli altri e al bene comune della società stessa” – Mi piace questo richiamo, lo sento indirizzato anche a chi come me ritiene di avere sopra di sé solo il cielo stellato e di non avere nessuna legge morale e nessun dio a cui rendere conto, salvo le ragioni del convivere in società come un buon cittadino. Penso che sia un richiamo forte all’Europa laica coraggiosa e a volte un po’ arida, forse più paladina dei diritti per egoismo che per convinzione. Non la leggo come una richiesta di limitazione all’allargamento dei diritti, bensì come un avvertimento che ciò sia un arricchimento per tutta la società.

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