giovedì 16 luglio 2015

IL LETTORE STOLTO. TANTO IL RISULTATO NON CAMBIA... CAMBIAMO ALMENO LE CONDIZIONI

La zolla è dura, il terreno improduttivo, il seme sterile, il raccolto magro... ma anche sotto il cielo afoso e asfittico di Trezzo il risultato sarebbe stato uguale... e allora vogliamo mettere... !?! ;-)

Comunque, per conservare un minimo di dignità, vorrei proporre un altro brano che mi ha toccato di Natalia Ginzburg (LE PICCOLE VIRTU')
I rapporti umani

È la storia dei rapporti umani non é mai finita in noi: perché a poco a poco succede che ci diventano fin troppo facili, fin troppo naturali e spontanei i rapporti umani: così spontanei, così senza fatica che in sono più ricchezza, né scoperta, né scelta: sono solo abituri e e compiacimento, ubriacamento di naturalezza. Noi crediamo sempre di poter tornare a quel nostro momento segreto, di poter sempre attingerci giuste parole: ma non é vero che ci possiamo sempre tornare, tante volte i nostri sono falsi ritorni: accendiamo di falsa luce i nostri occhi, simuliamo sollecitudine e calore al prossimo e siamo in realtà di nuovo contratti, rannicchiati e gelati sul buio del nostro cuore. I rapporti umani si devono riscoprire e reinventare ogni giorno. Ci dobbiamo sempre ricordare che ogni specie di incontro col prossimo, é un'azione umana e dunque sempre male o bene, verità o menzogna, carità o peccato.

Intanto OZ (UNA STORIA DI AMORE E DI TENEBRA) intriga sempre di più. C'è un motivo che non ho realizzato ma nel quale mi crogiolo per il quale le storie ebraiche mi affascinano. Oz sa raccontare saltando nel tempo tra il suo presente bambino e i suoi avi con leggerezza e con sapienza, comincio a comprendere e a sistemare nel loro tempo e nel loro ruoli i personaggi, contemporaneamente mi interessano gli squarci di vita comune di una famiglia immigrata nell'Israele del mandato britannico e immagino nelle prossime pagine della costituzione dello stato. Non dimentico cosa ha significato per gli Arabi quella catastrofe. Ma non dimentico neppure la costanza di un popolo che per 2000 ha celebrato la Pasqua dicendosi "l'anno prossimo a Gerusalemme". La storia e le vicende umane non sono mai lineari.

A proposito di personaggi, fortunatamente ho insistito. Anche il libro di STEFANSSON (LUCE D'ESTATE ED  E' SUBITO NOTTE) mi sta piacendo, ora che riesco ad individuare meglio i personaggi e sono entrato in sintonia con lo stile dell'autore


Mi aspetto molto da Roberta de Monticelli con il suo (LA NOVITA' DI OGNUNO. PERSONA E LIBERTA').  "L'intuizione soggiacente (al libro) è che questo "potere di portare il nuovo al mondo" sia la caratteristica essenziale che ci distingue come persone, enti nuovi noi stessi -ontologicamente non riducibili alla nostra identità biologica". Chi ben parte è a metà del cammino, ma con un libro non è sempre detto. Valuteremo.

Nessun commento:

Posta un commento