introduzione al libro "Guarire dalla corruzione".
stralcio
... Il corrotto ha costruito un'autostima che si fonda esattamente su questo tipo di atteggiamenti fraudolenti: passa la vita in mezzo alle scorciatoie dell'opportunismo, al prezzo della sua stessa dignità e di quella degli altri. Il corrotto ha la faccia da non sono stato io, "faccia da santarellino" come diceva mia nonna. Si meriterebbe un dottorato honoris causa in cosmetica sociale. E il peggio è che finisce per crederci. E quanto è difficile che lì dentro possa entrare la profezia! Per questo, anche se diciamo "peccatore sì", gridiamo con forza " ma corrotto no!".
Una delle caratteristiche del corrotto di fronte alla profezia è un certo complesso di "inquestionabilità". Si offende dinnanza a qualunque critica, discredita la persona o l'istituzione che la emette, fa in modo che qualsiasi autorità morale in grado di criticarlo sia eliminata, ricorre a sofismi ed equilibrismi nominalistico- ideologici per giustificarsi, sminuisce gli altri e attacca con l'insulto quelli che la pensano diversamente (cfr. Gv 9,34). Il corrotto è solito perseguitarsi inconsciamente, ed è tale l'irritazione che gli genera questa autopersecuzione chela proietta sul prossimo e, da autoperseguitato, si trasforma in persecutore..."
Ora, il primo pensiero che sorge è che Bergoglio non sia vissuto in questi ultimi decenni in Argentina, ma sia rimasto in Italia sotto mentite spoglie e abbia, con queste poche e incisive righe, fotografato la nostra realtà. Da italiani e lombardi vengono subito in mente almeno 2/3 figure.E poi legioni...
Ma in realtà, tutto vero quanto sopra, ma credo che la lettura corretta del testo di questo uomo, che scopriamo giorno per giorno essere un "grande uomo", sia da fare davanti allo specchio. Io con il mio specchio.
se anche vi vedo tutti in piedi ad applaudire, io continuo a pensare che sia sbagliato _EUROPEO e ITALIANO di MINORANZA_ DOVERISTA GENTILE
giovedì 22 agosto 2013
lunedì 19 agosto 2013
KAVAFIS -una notte
Questa lirica mi ha colpito, forte, erotica ma nello stesso tempo intima, adatta, per contrappasso, a questi tempi dove tutto è pubblico, tutto è squadernato, descritto minuziosamente, sprecato.
Era volgare e squallida la stanza,
nascosta sull'equivoca taverna.
Dalla finestra si scorgeva il vicolo,
angusto e lercio. Di là sotto voci
salivano, frastuono d'operai
che giocavano a carte: erano allegri
E là, sul vile, miserabile giaciglio,
ebbi il corpo d'amore, ebbi la bocca
voluttuosa, la rosata bocca
di tale ebbrezza, ch'io mi sento ancora,
mentre che scrivo (dopo sì gran tempo!),
nella casa solinga inebriare
Era volgare e squallida la stanza,
nascosta sull'equivoca taverna.
Dalla finestra si scorgeva il vicolo,
angusto e lercio. Di là sotto voci
salivano, frastuono d'operai
che giocavano a carte: erano allegri
E là, sul vile, miserabile giaciglio,
ebbi il corpo d'amore, ebbi la bocca
voluttuosa, la rosata bocca
di tale ebbrezza, ch'io mi sento ancora,
mentre che scrivo (dopo sì gran tempo!),
nella casa solinga inebriare
il grande P.G.W.
ARIA DI TEMPESTA
" Le menti come quella di Monty Bodkin magari non lavorano a grande velocità, ma sono soggette agli stessi processi inconsci di quelle di uomini più gravati dal peso di un cervello."
sublime
" Le menti come quella di Monty Bodkin magari non lavorano a grande velocità, ma sono soggette agli stessi processi inconsci di quelle di uomini più gravati dal peso di un cervello."
sublime
domenica 18 agosto 2013
COSTANTINO KAVAFIS. "CANDELE"
Stanno i giorni futuri innanzi a noi
come una fila di candele accese-
dorate, calde, e vivide.
Restano indietro i giorni del passato,
penosa riga di candele spente:
le più vicine danno fumo ancora,
fredde, disfatte e storte.
Non le voglio vedere: m'accora il loro aspetto,
la memoria m'accora del loro antico lume.
E guardo avanti le candele accese.
Non mi voglio voltare, ch'io non scorga, in un brivido,
come s'allunga presto la tenebrosa riga,
come crescono presto le mie candele spente.
come una fila di candele accese-
dorate, calde, e vivide.
Restano indietro i giorni del passato,
penosa riga di candele spente:
le più vicine danno fumo ancora,
fredde, disfatte e storte.
Non le voglio vedere: m'accora il loro aspetto,
la memoria m'accora del loro antico lume.
E guardo avanti le candele accese.
Non mi voglio voltare, ch'io non scorga, in un brivido,
come s'allunga presto la tenebrosa riga,
come crescono presto le mie candele spente.
venerdì 9 agosto 2013
NON CI SARA' PAPA FRANCESCO II
Scrive Scalfari in un articolo su Papa Francesco di
Mercoledì 7 agosto una considerazione che mi ha colpito perché affronta un
aspetto che, un po’ ingenuamente, non avevo considerato.
La frase:
“credo che il Papa, che predica la Chiesa povera, sia
un miracolo che fa bene al mondo. Ma credo anche che non ci sarà un Francesco
II. Una Chiesa povera, che bandisca il potere e smantelli gli strumenti di potere,
diventerebbe irrilevante. E’ accaduto con Lutero e oggi le sette luterane sono
migliaia e continuano a moltiplicarsi. Non hanno impedito la laicizzazione anzi
ne hanno favorito l’espansione. La Chiesa cattolica, piena di difetti e
peccati, ha resistito ed è anzi forte perché non ha rinunciato al potere. Ai
non credenti come me Francesco piace molto, anzi moltissimo, come pure
Francesco d’Assisi e Gesù di Nazareth. Ma non credo che Gesù sarebbe diventato
Cristo senza un san Paolo.”
Scalfari risulta un po’ indisponente nel suo
atteggiarsi a “saggio della montagna”, ma occorre dire che spesso è un ruolo
meritato.
La riflessione che chiude il suo articolo non è per
nulla banale. Anzi. Come le crepe di un vetro scheggiato si diramano in mille
direzioni fino ad esaurire la forza iniziale o a ritrovarsi dopo percorsi curvi
formi, così gli spunti di successiva riflessione vengono stimolati da questa
iniziale affermazione.
A me- Scalfari - (Francesco) piace moltissimo. Anche a
me, Roberto. Mi chiedo, ma a me, ateo convinto e definitivo, cosa può
interessare che Papa ci sia nella Chiesa Cattolica? Da cittadino italiano mi
basterebbe che non ci fosse un papa che volesse decidere le leggi che regolano
la Repubblica laica e aconfessionale. Mi interessa forse chi è il Rabbino capo
(sempre che ce ne sia uno) o il più importante prete scintoista (ancora salvo
ovviamente che non abbia influenza sulla vita politica e civile come purtroppo
accade ben più pesantemente in altre religioni che non la cattolica)? E invece no, questo Papa rallegra e stimola
all’ottimismo anche me. Un ateo italiano
che è stato ragazzo dell’oratorio avrà sempre una simpatia di fondo in ciò in
cui si credeva (e vogliamo mettere un Dio che si fa ultimo tra gli ultimi… se l’ateo
è anche comunista… è difficile non essere sensibile) e si compiace nel scorgere
accenni di coerenza.
Scherzando con amici cattolici dico loro “la chiesa è
da ammirare, sull’orlo del baratro ha saputo trovare in Bergoglio questa grande
risorsa”. “è lo Spirito Santo “ mi
rispondono convinti “è l’istinto di sopravvivenza e una grandissima scuola
politica” rispondo io.
Ma, ammonisce Scalfari, non ci sarà un Francesco II. Nella
letizia del momento, con scarsa capacità di analisi prospettica, sembra che il
processo iniziato da Bergoglio sia la nuova strada verso cui la Chiesa
cattolica si vada indirizzando, maggiormente in sintonia con se stessa e con il
popolo. Invece secondo Scalfari la vicenda di Francesco sarà un momento, un
necessario lavacro per salvarsi, un ripulirsi dalle scorie del potere senza
rinunciare al potere e alla sintonia con il mondo.
Perché secondo Scalfari la chiesa non può esistere
senza potere. Non può essere, come direbbe Luisito Bianchi, solo Parola. Deve
essere Parola e Potere, magari sapientemente equilibrati a seconda del momento
storico (di conseguenza questo sarebbe, se il ragionamento ha ragion d’essere
momento di preminenza della Parola). E credo con sincerità di intenti. Credo
che Bergoglio sia sincero, non sia una tattica. Non ne ha la faccia. Ha la faccia
sincera (magari mi sbaglio). E’ come se il meccanismo oliato dalla capacità di
contribuire a determinare le sorti del mondo da 2000 anni in un certo senso si
autoregolamentasse secondo leggi automatiche e interiorizzate.
Altrimenti, secondo Scalfari, rischia l’irrilevanza. Ma
ha bisogno di essere rilevante per essere se stessa la Chiesa Cattolica ?
Se avessi una ideologia politica avrei bisogno di
essere rilevante perché ritenendola quella che può meglio tutelare il bene
comune, questa deve essere patrimonio del maggior numero di persone per
dispiegare i suoi effetti.
Ma una religione?
Ma sarebbe ancora una religione nell’imposizione della
rilevanza, nella necessità del potere?
Quindi Francesco sarà una parentesi e non una
palingenesi della Chiesa Cattolica?
giovedì 8 agosto 2013
RENATO OLIVIERI. "LARGO RICHINI" Le indagini del commissario Ambrosio
"Perchè manca il telefono?"
"Quando ho bisogno di chiamare qualcuno, e mi capita di rado, c'è una tabaccheria all'angolo, e anche una profumeria".
"Quando ho bisogno di chiamare qualcuno, e mi capita di rado, c'è una tabaccheria all'angolo, e anche una profumeria".
sabato 3 agosto 2013
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