domenica 8 maggio 2011

CONVINZIONI

a scanso di equivoci confermo di credere che il PGT sia un ottimo PGT, che l'espansione produttiva potesse essere un ottimo compromesso per Trezzo, contemperando difesa del suolo e possibilità di lavoro e sviluppo e che non sempre chi urla più forte abbia per forza ragione

RANE E GRILLI

alcune rane dicono che Trezzo l'erba è tutta uguale e se ne può fare un unico fascio indistinto. non l'ho creduto e non lo credo. Anche nella tundra al nord il silenzio aveva un suono, a Trezzo silenzio pneumatico? spero che ci sia un sussulto di dignità e che non si senta solo il gracidare delle rane che si mascherano come grilli

giovedì 5 maggio 2011

IL COMPAGNO EXCEL E IL COMPAGNO CIVATI

Scrive il signor Civati un interessante e arguto post sul suo blog (http://civati.splinder.com/) a proposito del signor Vendola. Invita a "associare alle parole del leader sinistro-ecologico-liberale anche un foglio Excel (il mitico compagno Excel) con i dati e i riferimenti precisi che dimostrino che le cose che dice si possano fare". Secondo me parla di Vendola ma si riferisce alla sinistra nel suo complesso con innegabile ragione. c'è un MA (c'è sempre una MA... anche per i comuni mortali, non solo per il signor Veltroni. La Sinistra contiene quell'aggettivo "progressista" che parla di cuore, di volontà, di ottimismo anche in tempi bui, anche involontario, di miglioramento. Sono cose che possono stare in un foglio Excel, ma ancora da scrivere. Banalmente è più facile togliere le panchine pensando di togliere i problemi che possono gravitare attorno piuttosto che immaginare panchine sulle quali siederanno composti ed educati cittadini vecchi e nuovi, di sangue e di suolo, in armonia e in eventuale civile disaccordo.

LE PAROLE SONO IMPORTANTI, HANNO UN SIGNIFICATO

Chiosa la signora Santanchè le parole del suo dirigente signor Mantovani " Nessuna offesa. Anzi, mi sembra che sia stato molto cortese, ha voluto gratificarci. D'altra parte le donne della sinistra hanno sempre cercato di mortificare la loro femminilità. Noi (donne di destra-penso) non ci vergogniamo della nostra femminilità, DEI NOSTRI TACCHI, e di essere donne". C'è un abisso tra le donne vere, amiche "di destra" e " di sinistra" e compagne di vita, e la signora in questione, c'è tutto "un mondo" in queste parole del quale c'è solo da essere felici e ringraziare il destino o cielo per non farne parte, a costo di essere minoritari e in minoranza per tutta la vita, ci sarebbe da farne dei manifesti enormi e metterli ovunque perchè questa affermazione non si disperda nel rutilante mondo della "dichiarazione", perchè LE PAROLE HANNO UN SIGNIFICATO, SONO IMPORTANTI.

mercoledì 20 aprile 2011

ALLA MANIFESTAZIONE PER IL 25 APRILE NON ASCOLTERO’ IL SINDACO PRO TEMPORE, E C’è UN MOTIVO FONDATO

ALLA MANIFESTAZIONE PER IL 25 APRILE NON ASCOLTERO’ IL SINDACO PRO TEMPORE, E C’è UN MOTIVO FONDATO_
IL 25 aprile il mio atteggiamento sarà questo: parteciperò alla prima parte della Manifestazione con la sfilata per le vie cittadine dietro al Gonfalone del Comune, visto che almeno in questa occasione il Gonfalone ci deve essere e non può essere negato con scuse patetiche e deludenti per chi le balbetta.
Non ascolterò il discorso del Sindaco pro tempore, non per esercitare quello che in democrazia è un diritto pari a quello di parlare liberamente e cioè quello di non essere obbligato a sentire l’autorità, ma perché, dopo il discorso calunnioso, fumoso e falso dello scorso anno, il Sindaco pro tempore è in difetto e io ho il diritto di sapere se quest’anno sceglierà di fare il Sindaco o il capo-gregge.
Poiché non posso sapere prima quale opzione sceglierà, quest’anno mi affiderò ai resoconti di chi istituzionalmente non potrà esimersi dall’ascoltare.
Sono convinto che l’onere della prova di essere Sindaco e non un esternatore di pregiudizi officiante un rito per altri che condividono i pregiudizi suoi, “usurpando”in un certo senso la fascia tricolore, sia sulle sue spalle.
Quando dimostrerà di essere Sindaco di tutta la cittadinanza e in conseguenza parlerà alla cittadinanza, io, in quanto cittadino, tornerò ad ascoltarlo, assentendo o dissentendo come capita in un rapporto dialettico.