Va bene, lo confesso: la norma salva Fininvest inserita nel testo della Manovra L'HO SCRITTA IO... è ora di svelare questo mistero, far cessare questa farsa nella quale ogni ministro accusa qualcun altro di averla scritta.
L'ho fatto non per fare un favore alla Fininvest e a Berlusconi ( ERA PALESE CHE QUELLA NORMA NON ERA PER AIUTARE LA FININVEST ... -scusate, mi tremano le mani dal ridere ) ma per tramare nell'ombra per fare un danno al Premier.
Ho inserito SURRETTIZIAMENTE quella norma verso il fondo del testo della Manovra - tanto ero sicuro i ministri non sarebbero mai arrivati a leggerla fino alle ultime pagine... ho sentito interviste a ministri che non sapevano neppure di quanti miliardi di euro fosse... lo chiedevano ai giornalisti.
Ora che la verità è saltata fuori finirà questo penoso gioco del lanciarsi la patata bollente di mano in mano e ognuno potrà tornare ad occuparsi di ciò per cui sono pagati... gli affari propri.
se anche vi vedo tutti in piedi ad applaudire, io continuo a pensare che sia sbagliato _EUROPEO e ITALIANO di MINORANZA_ DOVERISTA GENTILE
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venerdì 8 luglio 2011
lunedì 6 giugno 2011
LE PREOCCUPAZIONI E LE PROSPETTIVE
Leopardi, “discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani”, citato da Roberta de Monticelli in “la Questione Morale” e Matteo (Vangelo) 6. 25-34
Roberta del Monticelli: la Questione Morale
Quel senso di soffocante mancanza di prospettive, quel consumo delal vita giorno per giorno e senza “sostanze di cose sperate”, che già avevamo notato approvati dal Guicciardini, li ritorviamo ben descritti da Leopardi
< Or la vita degl’italiani è appunto tale, senza prospettiva di miglior sorte futura, senza occupazioni, senza scopo, e ristretta al solo presente>
Le preoccupazioni (Vangelo. Matteo 6, 24-24)
25 «Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? 26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? 27 E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un'ora sola alla durata della sua vita? 28 E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; 29 eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. 30 Ora se Dio veste in questa maniera l'erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede? 31 Non siate dunque in ansia, dicendo: "Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?" 32 Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. 33 Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. 34 Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.
Roberta del Monticelli: la Questione Morale
Quel senso di soffocante mancanza di prospettive, quel consumo delal vita giorno per giorno e senza “sostanze di cose sperate”, che già avevamo notato approvati dal Guicciardini, li ritorviamo ben descritti da Leopardi
< Or la vita degl’italiani è appunto tale, senza prospettiva di miglior sorte futura, senza occupazioni, senza scopo, e ristretta al solo presente>
Le preoccupazioni (Vangelo. Matteo 6, 24-24)
25 «Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? 26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? 27 E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un'ora sola alla durata della sua vita? 28 E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; 29 eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. 30 Ora se Dio veste in questa maniera l'erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede? 31 Non siate dunque in ansia, dicendo: "Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?" 32 Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. 33 Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. 34 Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.
venerdì 3 giugno 2011
LA QUESTIONE MORALE -uno
ROBERTA DE MONTICELLI: LA QUESTIONE MORALE"Come se Dio ci fosse": il contrario esatto dell'atto di nascita della coscienza laica moderna (che nacque cristianissima), per la quale ci sono in verità esigenze, e dunque debbono in verità valere norme, che tali restano anche nel caso non ci fosse Dio. E così al colmo dello scetticismo (negare vera esistenza a queste esigenze e validità a queste norme in se stesse, al di fuori dell'arbitrio sovrano di un Dio) si aggiunge il colmo dell'indifferenza al vero (ciò che importa è che i comandamenti siano dati in nome di Dio, non che un Dio ci sia o no) e all'onestà (ciò che conta è obbedirvi, non credere che sia divino).
Mi viene in mente una amica di cielle che mi diceva che non mi dava un pugno perchè così obbediva a un precetto divino e non al compromesso di convivenza civile - che tra l'altro non è esattamente ciòa cui ci condurrà la De Monticelli e che è invece più debitore di De Sade
Mi viene in mente una amica di cielle che mi diceva che non mi dava un pugno perchè così obbediva a un precetto divino e non al compromesso di convivenza civile - che tra l'altro non è esattamente ciòa cui ci condurrà la De Monticelli e che è invece più debitore di De Sade
mercoledì 25 maggio 2011
LE PAROLE PER DIRLO
"Cipriano Algor si è avvicinato alla tomba della moglie, sono ormai tre gli anni che lei si trova là sotto, tre anni senza farsi vedere da nessuna parte, né in casa, né alla fornace, né a letto, né all'ombra del gelso nero, né sotto il sole cocente della cava d'argilla, non si è più seduta a tavola nè al tornio, non toglie più le ceneri cadute dalla griglia né rivolta i pezzi che stanno essiccando, non sbuccia le patate, non impasta la creta, non dice"
José Saramago, LA CAVERNA
José Saramago, LA CAVERNA
domenica 8 maggio 2011
RANE E GRILLI
alcune rane dicono che Trezzo l'erba è tutta uguale e se ne può fare un unico fascio indistinto. non l'ho creduto e non lo credo. Anche nella tundra al nord il silenzio aveva un suono, a Trezzo silenzio pneumatico? spero che ci sia un sussulto di dignità e che non si senta solo il gracidare delle rane che si mascherano come grilli
venerdì 11 settembre 2009
SALTELLANDO TRA LE MOZIONI AL CONGRESSO PD 2
Mi chiedo cosa intenda Franceschini quando, prendendo spunto dalla “velocità del cambiamento (del mondo) ci invita a pensare “ IN TERMINI NUOVI”. Che significato hanno queste parole? Franceschini ci dice che il mondo “riscopre una identità”nomade”, le nostre certezze vengono travolte, sembriamo “condannati a vivere nel presente, incapaci di guardare lontano, (ma)… guardando la terra che si calpesta anziché tenendo lo sguardo sull’orizzonte…”.
E’ una riflessione interessante, ma c’è quell’inizio, TERMINI NUOVI che mi lascia perplesso. Troppe volte (direi dal 1989 almeno) NUOVO ha assunto un significato improprio, positivo, che non gli appartiene. Dopo anni di “nuovismo” che si insinua dappertutto, finalmente quest’anno abbiamo potuto leggere un leader che ci ha detto che se i problemi che ci troviamo davanti sono o ci sembrano nuovi, ma i valori che ci consentono di affrontarli e superarli sono vecchi (cito Le sfide che dobbiamo affrontare forse sono sfide nuove. Gli strumenti con cui le affrontiamo forse sono nuovi. Ma quei valori da cui dipende il nostro successo, il duro lavoro e l'onestà, il coraggio e la gentilezza, la tolleranza e la curiosità, la lealtà e il patriottismo, queste cose sono antiche. Dal discorso di insediamento del Presidente USA B. Obama). Anche alla luce di queste parole, ciò che scrive Franceschini risulta vago e impreciso, e soprattutto non libera dai dubbi.
E’ una riflessione interessante, ma c’è quell’inizio, TERMINI NUOVI che mi lascia perplesso. Troppe volte (direi dal 1989 almeno) NUOVO ha assunto un significato improprio, positivo, che non gli appartiene. Dopo anni di “nuovismo” che si insinua dappertutto, finalmente quest’anno abbiamo potuto leggere un leader che ci ha detto che se i problemi che ci troviamo davanti sono o ci sembrano nuovi, ma i valori che ci consentono di affrontarli e superarli sono vecchi (cito Le sfide che dobbiamo affrontare forse sono sfide nuove. Gli strumenti con cui le affrontiamo forse sono nuovi. Ma quei valori da cui dipende il nostro successo, il duro lavoro e l'onestà, il coraggio e la gentilezza, la tolleranza e la curiosità, la lealtà e il patriottismo, queste cose sono antiche. Dal discorso di insediamento del Presidente USA B. Obama). Anche alla luce di queste parole, ciò che scrive Franceschini risulta vago e impreciso, e soprattutto non libera dai dubbi.
giovedì 10 settembre 2009
SALTELLANDO TRA LE MOZIONI AL CONGRESSO PD
Bersani nella sua Mozione a un certo punto, nel capitolo LEGALITA' e DEMOCRAZIA, scrive: "E quale credibilità può avere il governo delle leggi ad personam per chiedere ai dipendenti pubblici di essere irreprensibili?" Se la credibilità etica di buona parte del nostro governo può essere messa in discussione, questo è irrilevante, a mio avviso, rispetto alla necessità, indisponibile a qualsiasi giustificazione, che il dipendente pubblico sia irreprensibile nel suo operare come dipendente dello stato o delle amministrazioni diverse e locali. La irreprensibiltà del dipendente pubblico deve essere, come dire, "di default", un apriori che non può essere messo in discussione, pena il collasso dell'amministrazione pubblica e quindi dello stato (forse il nostro scenario?), anche in presenza del peggior governo possibile. La riforma auspicata e prevista da Bersani della amministrazione diventa un esercizio sterile se non si prevede una riforma morale che deve coinvolgere tutta la nazione e che può essere una "Mission" per un partito che vuole essere il partito del secolo.
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