domenica 5 giugno 2011

CONSIDERAZIONI FINALI BANCA D'ITALIA - PARAGRAFO SU FEDERALISMO FINALE

Mario Draghi:
" Il federalismo fiscale può aiutare, responsabilizzando tutti i livelli di governo, imponendo rigidi vincoli di bilancio, avvicinando i cittadini alla gestione degli affari pubblici. (ndr: in quel "può" si scardina la demagogia fideistica alla quale vorrebbe egemonizzare il pensiero la Lega)
Due condizioni sono cruciali: che i nuovi tributi locali siano compensati da tagli di quelli decisi centralmente e non vi si sommino; CHE SI PREVEDA UN SERRATO CONTROLLO DI LEGALITà SUGLI ENTI A CUI IL DECENTRAMENTO AFFIDA AMPIE RESPONSABILITà DI SPESA " Il maiuscolo è mio, se penso a un ente enorme per la cui elezione a presidente si falsificano le firme di presentazione di lista, credo che si parta male. Mi chiedo anche come si combini questo rigore richiesto con il folclore di chi mette i centralini dei comuni in dialetto credendo di fare con questo il federalismo...

sabato 4 giugno 2011

LA QUESTIONE MORALE - due

"Insomma, scrive R. de Monticelli, o ci salviamo con il mondo come appare - non solo con i suoi colori e i suoi sapori, ma anche con le sue qualità di valore e disvalore, con le cose preziose che contiene e devono essere protette, e quelle che gridano vendetta e devono essere cambiate - o di noi non si salva niente, neanche nel ricordo: neppure la differenza tra un uomo nobile e un vigliacco, fra una vittima e un carnefice. Chiedersi se ci sia, se possa esserci una fondazione razionale del pensiero pratico non significa dunque affatto abbracciare un "razionalismo" o un intellettualismo che ignori le passioni di cui è fatta la nostra esperienza morale e civile: al contrario, è cercare il contenuto di verità e di falsità di queste passioni - è prendere sul serio quell'esperienza, come via di conoscenza."

Credo sia un'operazione indispensabile per chi non vuole che ci sia un posto migliore nella società per alcuni ma che la società sia un posto migliore per tutti

venerdì 3 giugno 2011

QUANDO LA NAVE AFFONDA I TOPI SONO I PRIMI AD ABBANDONARLA

Guicciardini ci ammonisce: tra poco saremo pieni di "antiberlusconiani" che reclameranno a gran voce la loro "verginità" politica. La memoria delle cose dette e delle opere fatte sarà fondamentale.

da "Ricordi"
Sotto uno tiranno è meglio essere amico insino a uno certo termine che partecipare degli ultimi intrinsechi suoi, perchè così, se sei uomo stimato, godi anche tu della sua grandezza (...) e nella ruina sua puoi sperare di salvarti.

LE REGOLE - DALLE CONSIDERAZIONI FINALI BANCA D'ITALIA -MARIO DRAGHI

Non esistono scorciatoie. La risposta alla crisi del debito sta innanzitutto nelle politiche nazionali, nella piena attuazione dei piani correttivi concordati. Alla solidarietà tra i paesi membri dell'Unione devono corrispondere senso di responsabilità e RISPETTO DELLE REGOLE - Mario Draghi

Non so come fare e non ho lo strumento, ma se facessimo passare le Considerazioni Finali di Draghi in uno di quei programmi che contano le parole e poi fanno gli istogrammi o altre diavolerie per dire quali siano le parole più ricorrenti, sono convinto che la parola REGOLE sia se non la più citatà, sicuramente nelle prime 10 per ripetizione.

LA QUESTIONE MORALE -uno

ROBERTA DE MONTICELLI: LA QUESTIONE MORALE"Come se Dio ci fosse": il contrario esatto dell'atto di nascita della coscienza laica moderna (che nacque cristianissima), per la quale ci sono in verità esigenze, e dunque debbono in verità valere norme, che tali restano anche nel caso non ci fosse Dio. E così al colmo dello scetticismo (negare vera esistenza a queste esigenze e validità a queste norme in se stesse, al di fuori dell'arbitrio sovrano di un Dio) si aggiunge il colmo dell'indifferenza al vero (ciò che importa è che i comandamenti siano dati in nome di Dio, non che un Dio ci sia o no) e all'onestà (ciò che conta è obbedirvi, non credere che sia divino).
Mi viene in mente una amica di cielle che mi diceva che non mi dava un pugno perchè così obbediva a un precetto divino e non al compromesso di convivenza civile - che tra l'altro non è esattamente ciòa cui ci condurrà la De Monticelli e che è invece più debitore di De Sade

giovedì 2 giugno 2011

CONSIDERAZIONI FINALI BANCA D'ITALIA: MARIO DRAGHI

Uno dei passaggi che mi ha colpito è questo:
"... La riforma non è però completa: occorre affrontare e ridurre l'azzardo morale delle istituzioni finanziarie sistemiche (Systemically Important Financial Institutions, SIFI); occorre accrescere la trasparenza e contenere i rischi generati dal "sistema bancario ombra", zona grigia tra il settore regolamentato e quello non regolamentato.
O perchè hanno ricevuto aiuti pubblici, necessari nel momento più acuto della crisi a evitare fallimenti dalle conseguenze devastanti, o perchè gli Stati hanno offerto loro garanzie più o meno esplicite, diffusa è la convinzione che le banche più grandi non possano fallire. Ne derivano serie distorsioni alla concorrenza ma soprattutto il fatto inaccettabile che i guadagni spettano ai privati, le perdite alla collettività.
Le SIFI devono poter fallire, se necessario: in modo ordinato, mantenendo in vita le funzioni essenziali della banca e del sistema dei pagamenti, senza che i costi del loro dissesto siano sostenuti dai contribuenti, ma dagli azionisti e dal alcune categorie di creditori. A iniziare da quelle di dimensione e natura globali, esse dovranno inoltre avere una maggiore capacità di assorbire le perdite"
Che il futuro capo della BCE dica questo è consolante, che lo ponga come un dovere futuro che ora è disatteso, preoccupa.

mercoledì 1 giugno 2011

ASCOLTARE, MODERARE I TONI E LAVORARE

Quando la destra vinse le elezioni comunali a Trezzo, il PDL emanò un comunicato così becero che credo umiliasse più lo scrivente che chi era oggetto dell’insulto. Diceva sommariamente che dopo aver conquistato la roccaforte di Trezzo rimanevano solo Cuba, Cina e Corea del Nord patrie del comunismo.
La volgarità di tale comunicato era così eclatante che non potei fare a meno di rappresentare la mia indignazione ad amici di destra e alla persona che credo contribuì con la sua indicazione al 50% del successo della lista di destra.
Per inciso è comico vedere da parte di amministratori che avrebbero staccato Trezzo dalla Corea del Nord una indifferenza a rispettare le norme scritte nel regolamento di polizia urbana da loro scritto tale che susciterebbe ammirazione da parte degli accoliti di Kim Il Jong.
Ma ritornando alla introduzione, per gli stessi motivi non posso apprezzare le esclamazioni sul tipo “abbiamo liberato Milano” che sento esclamare dall’entourage di Pisapia (pur nella grande gioia di vedere questa fondamentale città aver scelto un Sindaco chiaramente di sinistra). Più modestamente direi che il centro sinistra ha vinto le elezioni municipali che, secondo il principio della alternanza democratica, potrebbe benissimo perdere tra cinque anni (perché per ora Pisapia deve dimostrare partendo da zero di essere un buon Sindaco e i consiglieri e gli assessori che lo sosterranno devono dimostrare che dietro tutte le parole ci saranno dei fatti). Boeri ha detto una cosa importantissima: che per la Sinistra (intesa in senso ampio e lato) non si tratta di dare a qualcuno la possibilità di avere un posto migliore nella società, ma di fare della Società un posto migliore per tutti. Bene, lo attendo alla resa dei conti. Il cuore mi fa sperare che sarà così per il bene di tutti e per dimostrare che la Sinistra torna a sapere fare il Buon Governo, la mente mi dice che la delega data deve essere messa alla prova dei fatti da oggi, più da chi è di Sinistra che dagli oppositori. Ma questo lo farei partendo dalle parole, che sappiamo sono importanti, che devono sempre essere coerenti con la realtà, conseguenti ai fatti e di uguale valore e significato in ogni situazione e condizione analoga.